Odontoiatria Neuro Mio Fasciale

  

La metodica Neuro-Mio-Fasciale è un'innovativa forma di approccio alla diagnosi ed al trattamento dei problemi odontoiatrici in continua evoluzione.

L'applicazione di queste particolari procedure diagnostiche nei trattamenti odontoiatrici è di particolare importanza nel trattamento delle malocclusioni e disfunzioni occlusali in genere ma è anche un'importante garanzia di controllo e rispetto dell'equilibrio neuro muscolare individuale in ogni trattamento terapeutico che noi eseguiamo.

In odontoiatria non possono esistere trattamenti standardizzati, ogni individuo è unico, ed unico è il contesto fisiologico dove le sue problematiche si sono sviluppate: è quindi evidente, che unico e personalizzato dovrà essere il piano di trattamento finalizzato al benessere ed alla salute globale di quel singolo paziente.

L'odontoiatria neuro mio fasciale, nella quale siamo altamente qualificati, si prende cura non solo dei problemi odontoiatrici ma controlla, rispetta e corregge tutta l'integrità fisiologica posturale e muscolare di chi si affida alle nostre competenze anche grazie all'ausilio di trattamenti osteopatici specifici.

Questo particolare ed innovativo approccio terapeutico, sostenuto da conoscenze e strumentazioni all'avanguardia, permette la soluzione dei problemi di disfunzione odontoiatrica e delle correlazioni fisiologico posturali connesse all'intero organismo.

Grazie all'utilizzo di strumentazioni quali T.E.N.S. (Stimolatore Elettrico Transcutaneo dei Nervi), Elettromiografia di Superficie e Kinesiografia Computerizzata, si può garantire il ripristino dell'estetica e della funzione dentale nel pieno rispetto delle dinamiche individuali, mantenendo in reciproca armonia strutture scheletriche, muscolari e fasciali.

Il mal di testa puo’ essere causato da problemi dentali?

Non sono poche le persone cui capita di avvertire, già di primo mattino, un forte mal di testa. La cefalea può dipendere da molti motivi, tuttavia spesso dipende dai denti, o meglio da problemi di malocclusione.

Vediamo di individuarne le cause e cosa fare per eliminarla.

Intervista al Direttore Sanitario Dott. Diego Barbaresco.

  •  Dott. Barbaresco, possiamo dunque scendere in dettaglio?

Certo, le malocclusioni si manifestano con i seguenti sintomi caratteristici: mal di testa molto intensi, che spesso insorgono già all’inizio di giornata, il dolore si localizza a livello delle tempie, vengono interessati anche muscoli del collo. Se esiste un cattivo rapporto tra le arcate dentarie, i muscoli vengono sottoposti a sforzi di contrazione che causano la cefalea. Inoltre possono comparire tensioni al collo e alle spalle, rumori o scrosci articolari in fase di apertura della bocca, dolore all’orecchio, serramento delle arcate dentarie con conseguente tensione ai muscoli masseteri e temporali, digrignamento dentale.

  • Quali sono le principali cause?

La mancanza di elementi dentari, una non corretta respirazione, una malocclusione congenita, cure o protesi non correttamente eseguite.

  • Come eseguire una corretta analisi?

Per effettuare una corretta diagnosi che permetta di stabilire se l’origine del disturbo è nella masticazione ci si avvale di moderne tecniche; visite specialistiche, radiografie o tac dell’apparato stomatognatico, controllo della postura, elettromiografia di superficie con l’ausilio di elettrostimolazione (tens), analisi kinesiologica computerizzata. E' bene che si rechi dal dentista anche chi ha subito un colpo di frusta in seguito ad incidente o altro, perchè questo può arrecare danni importanti all’occlusione e all’articolazione temporo mandibolare. Le patologie citate sono molto diffuse, ma spesso il soggetto colpito ritiene che non vi sia rimedio. Per molti casi invece, vi è la possibilità concreta di una completa guarigione, purchè lo specialsta consultato sia quello di pertinenza, nel nostro caso l’odontoiatra. Queste tecnologie avanzate (tens, elettromiografo, kinesiografo computerizzato) vengono da noi utilizzate anche nel trattamento delle riabilitazioni protesiche, specialmente se complesse o estese, garantendo oltre alla funzionalità e all’estetica del restauro dentale, il rispetto dell’equilibrio neuro-mio-posturale e il benessere fisico futuro del paziente trattato.

 

R.O.N.M.F. - Riequilibratore Occlusale Neuro Mio Fasciale

Il R.O.N.M.F. è un bite mandibolare anatomico minimamente invasivo.

Questo particolare tipo di ortotico-bite si appoggia ai denti dell'arcata inferiore simulando una nuova dentatura completa, studiata per la cura specifica dei Disordini Cranio Cervico Mandibolari che sono spesso causa di cefalee, dolori cervicali e problemi posturali muscolo tensivi.

L'ortotico deve necessariamente essere costruito da misure della disfunzione mandibolare ricavate dalla Kinesiografia mandibolare e dall'elettromiografia di superficie eseguite con tecniche comparative ed ausilio di stimolazione TENS trigeminale.

Il R.O.N.M.F è un particolare tipo di bite dentale che si contrappone agli altri bite di svincolo per il preciso riposizionamento mandibolare prefissato, requisito indispensabile al mantenimento delle funzioni mandibolari lese che in questo modo posso ripararsi con settimane di applicazione continua.

L'ortotico possiede l'anatomia dentale ideale che l'apparato masticatorio richiede per garantire le migliori prestazioni neuromuscolari registrate dai test kinesiografici ed elettromiografici. In questo modo non vengono spostati i denti ma viene riposizionata l'intera mandibola nella posizione di occlusione di centro muscolare o occlusione miocentrica.

Il R.O.N.M.F. mantiene inoltre quel contatto dentale originale in cui cuspidi dentali incastrano nelle corrispondenti fosse mantenendo stabile la nuova posizione mandibolare durante tutte le normali funzioni stomatognatiche.

La scelta di apportare la correzione provvisoria dell'occlusione all'arcata dentale inferiore nasce inoltre dalla necessità di preservare confort ed estetica necessari all'uso giornaliero oltre a preservare lo spazio libero individuale quasi sempre invaso con l'uso di bite dentali superiori standard o ricavati da apparecchi preformati.

Solo dopo aver confermato la validità della correzione sarà possibile riprogammare definitivamente l'occlusione dentale provvisoriamente garantita dall'ortotico con tecniche protesiche ed ortodontiche valutabili al termine della cura ortopedica mandibolare.

Solo il bite dentale "ronmf" può essere successivamente sostituito modificando stabilmente la posizione e/o la forma dei denti naturali con tecniche ortodontiche o protesiche del caso. Ogni tecnica scelta avrà sempre l'obiettivo di mantenere la nuova posizione di occlusione provvisoriamente mantenuta dall'ortotico- R.O.N.M.F.

 

Articolazione Temporo Mandibolare - anatomia odontoiatrica ed osteopatia

L'articolazione temporo-mandibolare è una diartrosi condiloidea doppia che si stabilisce tra i due condili della mandibola e le fosse mandibolari delle due ossa temporali. L'articolazione viene considerata doppia in quanto tra il condilo mandibolare e la cavità articolare del temporale si interpone un disco completo (o menisco) che suddivide la cavità articolare in due parti non comunicanti tra loro; l'articolazione viene così distinta in due settori, temporo-meniscale e mandibolo-meniscale o condilo-meniscale.

La superficie articolare della mandibola è costituita dal condilo mandibolare che, in corrispondenza della sommità del processo condiloideo, forma un rilievo ellissoidale con il maggior asse volto medialmente e in dietro. Tale superficie può essere divisa in un versante antero-superiore a rivestimento fibrocartilagineo e in un versante posteriore che pur prende parte all'articolazione, ma è rivestito solo da uno strato fibroso.

La superficie articolare temporale è data dalla parte anteriore della fossa mandibolare e dal tubercolo articolare del processo zigomatico. La parte articolare della fossa è una cavità ellittica rivestita, nella sua parte posteriore, da periostio ispessito e provvista di cartilagine articolare nella parte anteriore. Il tubercolo articolare è un rilievo fortemente convesso in senso antero-posteriore e concavo in senso latero-mediale anch'esso rivestito di cartilagine articolare.

Le due superfici articolari che si affrontano sono discordanti. La concordanza viene stabilita per la presenza di un disco fibrocartilagineo che suddivide la cavità articolare nei due compartimenti. Il disco ha forma ellittica, con il maggior asse orientato nello stesso senso dell'asse maggiore del condilo e della cavità articolare, cioè medialmente e in dietro. Il disco presenta una fossa antero-superiore convessa in dietro dove corrisponde alla fossa articolare e concava in avanti dove si applica al tubercolo e una faccia postero-inferiore concava che si pone in rapporto principalmente con la parte anteriore del condilo. Il disco ha inoltre una circonferenza che si fonde con la capsula fibrosa dell'articolazione.
I mezzi di unione dell'articolazione sono dati dalla capsula articolare e da legamenti a distanza.

La capsula articolare presenta uno strato fibroso ed uno strato sinoviale. Lo strato fibroso ha la forma di un manicotto a tronco di cono, con la base superiore e l'apice tronco volto in basso.

Il contorno basale della capsula fibrosa si inserisce anteriormente sul contorno anteriore del tubercolo articolare e posteriormente sul contorno posteriore della fossa mandibolare e cioè sul labbro anteriore della fessura petrotimpanica e sulla cresta postarticolare della radice orizzontale del processo zigomatico; medialmente giunge fino alla spina angolare dello sfenoide; lateralmente si fissa nell'intervallo tra la cresta postarticolare e il tubercolo zigomatico.

L'apice tronco del manicotto capsulare si attacca sul collo del condilo mandibolare.

La faccia laterale della capsula fibrosa si presenta ispessita in un legamento di rinforzo, il legamento temporo-mandibolare, i cui fasci divergono a ventaglio dal basso in alto. La membrana sinoviale è duplice, forma cioè due manicotti per le due cavità articolari.

I legamenti a distanza sono il legamentosfeno-mandibolare e il legamento stilo-mandibolare.

Il legamento sfeno-mandibolare origina dalla spina angolare dello sfenoide e si inserisce sulla faccia mediale del ramo della mandibola, dal forame mandibolare fino al margine posteriore del ramo stesso; decorre medialmente alla capsula articolare con la quale delimita uno spazio in cui passa l'arteria mascellare interna.

Il legamento stilo-mandibolare va dal processo stiloideo del temporale al margine posteriore del ramo, fino all'angolo della mandibola.

Tra i legamenti estrinseci dell'articolazione può essere annoverato il legamento pterigo-mandibolare, un dispositivo aponevrotico che si estende dall'uncino dell'ala mediale del processo pterigoideo dello sfenoide all'estremo posteriore della faccia interna del processo alveolare della mandibola.

Le due articolazioni temporo-mandibolari operano simultaneamente, consentendo un certo grado di libertà alla mandibola per movimenti che sono essenzialmente di tre tipi: abbassamento ed elevazione, proiezione anteriore e posteriore e lateralità (movimento di triturazione).

Il movimento più comune, quello di abbassamento della mandibola (apertura della bocca), è di fatto un movimento di rototraslazione, cioè di rotazione del condilo e del disco in avanti e in basso rispetto alla superficie del tubercolo articolare.

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